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Valutazione e diagnosi

Foto bambina con faccia infelice tra due colonne di libri
Effettuare una valutazione attenta e specifica e individuare una diagnosi specialistica significa poter circoscrivere il "problema" e dargli un nome.
Questo primo fondamentale passaggio consente, a sua volta, di riconoscere che il bambino/ragazzo non è pigro, nè svogliato, nè poco intelligente. Consente, inoltre, di riconoscere che il "disturbo" esiste e si può nominare. Consente di segnare un confine chiaro tra ciò che dipende dall'impegno dell'allievo e ciò che, invece, non dipende da lui. Consente di sapere che quel disturbo ha certe specifiche caratteristiche e che si può fare qualcosa, individuando quanto è modificabile e come. Consente di pianificare un percorso di intervento adatto. Consente, anche, di accettare che qualcosa non si modificherà.
La diagnosi serve agli insegnanti e ai genitori per comprendere cosa possono chiedere al bambino/ragazzo, ma serve soprattutto al bambino/ragazzo per capire cosa dipende da lui e cosa egli può fare per migliorare le proprie difficoltà.

Una accurata fase diagnostica iniziale dovrebbe sempre comprendere:
  • un colloquio con i genitori finalizzato alla presentazione della situazione e alla raccolta dell’anamnesi;
  • analisi del materiale relativo all’apprendimento del bambino (quaderni, elaborati, verifiche, disegni…)
  • un colloquio con il bambino finalizzato alla conoscenza e all’inquadramento psicologico
  • (eventuali) test di personalità
  • test di intelligenza
  • test cognitivi
  • prove standardizzate di apprendimento
  • prove logopediche
  • successivamente alla formulazione della diagnosi, la presentazione dei risultati al bambino/ragazzo e ai genitori per la spiegazione dei dati emersi e per la condivisione, ove necessario, di un percorso riabilitativo.